Giuseppe Portonera

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Lentini Vota 2011 – The (dooms)day

InLentini vota su 13 giugno 2011 a 12:26

Il tempo, cari lettori, è stato troppo poco, sul serio. Tra studio e impegni vari non siamo riusciti a stare dietro al blog, in questi ultimi quindici giorni, così come ci eravamo ripromessi: e ci scusiamo. Abbiamo incontrato molta gente che ci ha chiesto come mai Lentini Vota 2011 non avesse prodotto una riflessione conclusiva sull’esito del primo turno; qualcuno di loro ci ha addirittura chiesto se questa “mancanza” fosse dovuta a una nostra delusione personale o a qualcosa che si avvicinasse a una “sconfitta politica”: tranquilli, nulla di tutto questo. La redazione di Lentini Vota non si sente né “delusa”, né tantomeno “sconfitta”: non siamo delusi perché, come avevamo detto nel post di apertura, il nostro unico obiettivo era quello di raccontarvi la Lentini al voto, cercando anche di animare un dibattito politico e culturale sul futuro della nostra città; non possiamo quindi nemmeno considerarci “sconfitti”: primo, perché non avevamo nessun “candidato”; secondo, perché quegli stessi input che ci siamo sforzati di lanciare, sono stati recepiti e riutilizzati in larga parte sia dai semplici cittadini che dai vari candidati.

In questo mese e mezzo ci siamo infatti sforzati di utilizzare strumenti “innovativi” e poco convenzionali, per animare – o addirittura creare – questo stesso dibattito che tanto tenevamo – e continuiamo a tenere – a cuore. Abbiamo anche avuto, grazie alle televisioni di WebMarte e de La Notizia, l’opportunità di sbarcare su una trasmissione televisiva, giorno 30 maggio, che ha registrato ascolti da record, con oltre 2300 accessi. Trasmissione che oggi, sugli stessi canali (www.webmarte.tv e www.lanotizia.tv), ripeteremo, dalle 17.30 in poi, commentando e analizzando i dati del referendum e del ballottaggio a Lentini, tra Nello Neri e Alfio Mangiameli. Sarà anche l’occasione per tirare le somme di questo nostro viaggio e per trovare quella riflessione conclusiva su questa campagna elettorale che vi avevamo promesso.

Se 15 giorni fa la nostra trasmissione si chiamava “Lentini Vota 2011 – The Day”, oggi non possiamo che modificare, leggermente, anche il suo nome in “Lentini Vota 2011 – The Doomsday”. Seguiteci e insieme scopriremo chi vincerà questo fatidico giorno del giudizio.

Lentini Vota 2011 – The Day

InLentini vota su 26 maggio 2011 a 17:41

E alla fine ce l’abbiamo fatta. Ve lo avevamo anticipato: qui a Lentini Vota era working in progress, stavamo preparando qualcosa di veramente esplosivo. E dopo diverse settimane di lavoro, quello che vi avevamo promesso è realtà: giorno 30 maggio, infatti, in collaborazione con LaNotizia.tv e WebMarte, Lentini Vota 2011 diventerà un programma televisivo che potrete seguire comodamente in streaming su www.webmarte.tv; in occasione delle Elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di Lentini, dalle 17.00 in poi, quindi, seguiremo – in diretta dal Comune – lo spoglio elettorale con interviste a caldo e commenti di politici e giornalisti. Sarà una grande occasione di confronto, l’esempio più forte e pregnante di quel citizen journalism di cui noi ci siamo fatti testimoni in questo mese e mezzo di lavoro. Presto avrete tutti i dettagli del programma, con la scaletta e gli ospiti. Una cosa è certa: non prendete impegni per quel giorno, Lentini Vota entra a casa vostra.

Gare “clandestine”. I tempi che nessuno conosce

InAnalisi, Sondaggi su 25 maggio 2011 a 14:02

Tutto era pronto per una nuova corsa “clandestina”: ippodromo tirato a lucido, cavalli sellati e schierati, scuderie già in campo. La corsa parte, i cavalli si inseguono, ma uno degli otto, stavolta, è in super forma, molto più veloce, forte e scattante del solito, quasi (quasi) fosse addirittura “dopato”. Come “dopati” appaiono i tempi cronometrati: perché, stavolta, a misurare e testare le prestazioni dei galoppini in corsa non c’erano i vostri affezionati e cari osservatori; i dati che pubblichiamo, infatti, non sono di nostra “produzione”: dovevano rimanere segreti e circoscritti esclusivamente all’inner circle di una scuderia sola, ma noi di Lentini Vota ne siamo entrati casualmente in possesso e ora ve li mostriamo.

La corsa si svolge sempre nel solito ippodromo, 14 mila metri tondi tondi, e gli otto cavalli registrano tempi mai registrati: Blacknell, infatti, brucia sullo scatto iniziale tutti gli altri concorrenti e in appena 50″ percorre la bellezza di 7 mila metri, un record mai registrato, che appare assolutamente inspiegabile se confrontato alle nostre previsioni, che hanno sempre dato il cavallo destrorso non oltre i 4 mila metri; anche perché, da quanto emerge, la FanCav spa non riuscirebbe ad eguagliare i metri del proprio fantino, fermandosi a 5500 metri. Mancherebbe, in sostanza, solo un soffio, solo l’ultimo scatto per aggiudicarsi il Gran Prix di Lentini senza giro supplementare. Sempre stando a questi dati, per gli altri cavalli in corsa non ci sarebbe partita: gli altri due quotati Fan Du Mangiamel e Ipson Real, infatti, si fermerebbero a quota 2 mila e 1500 metri, un autentico disastro. Stesso discorso anche per gli altri cinque: LeonVendol si fermerebbe a 800 metri, Civic Mariell a 300 e il resto si spartirerebbe le lunghezze restanti.

Una quasi vittoria a primo giro, quindi, per Blacknell e la FanCav spa e un certo trionfo al secondo, visto che – se anche si dovesse rendere necessario un giro supplementare – l’unica speranza per le altre scuderie sarebbe quella di lanciare una Super Alleanza, quasi Santa. Ipotesi assai improbabile, visto che mettere insieme un’accordo che vada da EquisFly e HastaVictor!, passando per PiùDemocrats e SuperAutonomie appare un’impresa impensabile.

In sintesi, quindi:

  1. Blacknell                      7000             50.00″
  2. Fan Du Mangiamel          2000                   14.28″
  3. Ipson Real                  1500                    10.71″
  4. LeonVendol             800              5.71″
  5. Civic Mariell                 300           2.14″
  6. Ipsom du Cilleplein          *non pervenuto*
  7. Pas du Fisicar                 *non pervenuto*
  8. Fan du Futur                    *non pervenuto*

Gare “clandestine”. Allenamento del lunedì e prestazioni delle scuderie

InAnalisi, Elezioni Amministrative, Sondaggi su 23 maggio 2011 a 17:00

Nonostante il tempo pessimo che ha colpito la nostra regione, gli otto cavalli che domenica e lunedì prossimi disputeranno il Gran Prix di Lentini hanno trovato l’occasione di allenarsi stamattina – ancora una volta – “clandestinamente”. Noi di Lentini Vota 2011 abbiamo avuto appena il tempo della soffiata e ci siamo subito fiondati all’ippodromo. Le prestazioni dei cavalli e dei rispettivi fantini non sembrano essere cambiate di molto, a parte qualche decimale di tempo e qualche centinaio di metri. Più interessante, allora, è dare un’occhiata ai risultati di ciascuna scuderia: anche qui, siamo in presenza di 8 squadre che, però, schierano una potenza di fuoco assai varia; la scuderia più quotata e più consistente è quella di Blacknell, la FanCav spa, che ha rilevato 5 scuderie preesistenti (la TotalPopolar, la Leònrebirth, la Rancia del Sud, la Silvio&Libertè, la Force du Leon); subito dopo c’è la triplice SuperAutonomie srl, consorzio a responsabilità limitata nata dall’accordo tra la ArraffaColomba, la PopxLent e la neonata Apivolanti, che schiera in pista il proprio Ipson Real; segue la Demogauchè spa, che sostiene la corsa del campione uscente Fan Du Mangiamel e che ha raccolto intorno a sé le scuderie di PiùDemocrats, di HippoAlfié e di HastaVictor!. È poi il momento delle scuderie più piccole (ma ugualmente agguerrite), tra cui troviamo: la Sempre.Eternamente.Lentinesi, che sostiene la corsa di LeonVendol; la Sicilian-Rainbow, con CivicMariell; la EquisFly, con Fan du Futur; la  Sicilienne Vrai, con Pas du Fisicar; infine, la Unità Dei Cavalli, con Ipsom du Cilleplein.

Dopo avervele (dettagliatamente) presentate, passiamo subito alla descrizione delle loro prestazioni. La cosa che più ha stupito i nostri attenti osservatori è stata, in alcuni casi, lo scarto che si registra tra la prestazione della scuderia e quella del rispettivo galoppino: nel caso della FanCav, per esempio, siamo arrivati a cronometrare fino a 5000, 5500 metri percorsi, contro i max 4000 di Blacknell (che quindi perde personalmente molto terreno “per strada”); discorso contrario per la Demogauchè, che si ferma, deludendo, a quota 2500 metri, contro i 3400/3500 del proprio Fan du Mangiamel; questione di centinaia di metri, invece, tra la SuperAutonomie e Ipson Real, rispettivamente intorno ai 3200 e ai 3500; dietro troviamo: la Sempre.Eternamente.Lentinesi, che sembra non beneficiare del traino del proprio LeonVendol, visto che si ferma intorno ai 900 metri; la Sicilian-Rainbow che, a sorpresa, fa addirittura meglio del proprio cavallo, arrivando a sfiorare quota 600 metri; la Unità Dei Cavalli con 350 m (sostenuta, in questo, dai vecchi e nostalgici affezionati); la EquisFly, con 300 metri (in linea, così, con Fan du Futur); la Sicilienne Vrai, con 200 metri, peggio di Pas du Fisicar.

Ad occhio e croce, se volessimo tentare una previsione anche per il quasi certo giro supplementare, la pur ottima prestazione di FanCav a primo turno potrebbe non bastare, visto che una convergenza (assai quotata tra i bookmaker) tra le scuderie di SuperAutonomie, di Demogauchè, di EquisFly e di Unità Dei Cavalli su un unico cavallo (probabilmente Ipson Real, anche se dalle parti di Fan du Mangiamel non ci si è ancora “arresi”) dovrebbe condurre a una vittoria (quasi) scontata. Anche se, nel mondo dell’ippica, 2 +2 difficilmente fa sempre 4.

In sintesi, quindi, abbiamo:

  1. FanCav spa                                                        5300 < 5500                     40.31″
  2. SuperAutonomie srl                                 3200                             24.11″
  3. Demogauchè spa                                         2400 < 2500                    18.46″
  4. Sempre.Eternamente.Lentinesi             900                         6.78″
  5. Sicilian-Rainbow                                     500 < 600                        4.14
  6. Unità Dei Cavalli                                     350                              2.63″
  7. EquisFly                                                300                            2.26″
  8. Sicilienne Vrai                                    200                      1.50″

Gare “clandestine”. Ippodromo di Lentini

InAnalisi, Elezioni Amministrative, Sondaggi su 17 maggio 2011 a 16:18

(Grazie agli amici di Notapolitica e RightNation che hanno scoperto gli ippodromi “clandestini” per primi)

Udite, udite amici: grandi notizie a Lentini. La voce si rincorre di bocca in bocca, passa di casa in casa, le ricevitorie tornano a ripopolarsi. Ma come, non ne sapete nulla? Anche nella nostra amata città stanno per arrivare le gare ippiche più pazze d’Italia: la data si conosce da tempo, 29 e 30 maggio, e dopo un lungo tira e molla, abbiamo finalmente anche i nomi di tutti i cavalli che correranno per vincere. Si annuncia una gara assai interessante, dall’esito per nulla scontato e che terrà con il cuore in gola tutti gli appassionati “sportivi” lentinesi: noi di LentiniVota2011, in esclusiva per i nostri pochi affezionati, abbiamo avuto l’occasione di testare i tempi e le prestazioni dei cavalli in questione. Si schiereranno in 8, ai blocchi di partenza, e – partendo da destra – il loro ordine dovrebbe essere il seguente: al blocco n 1, il destrorso Blacknell, che ha già vinto un Gran Prix qui a Lentini e che quest’anno si ripresenta con una scuderia assai quotata; al suo fianco, il giovane Fan du Futur, schierato a sorpresa dopo il ritiro (in corsa) di un altro cavallo, Renè le Marien; a seguire, entrambi schierati al centro, ma in due box differenti, troviamo Ipson Real – che ha molta esperienza di corse varie, ma che si presenta per la prima volta nell’Ippodromo di Lentini – e Ipsom du Cilleplein, bardato per l’occasione di rosso e di bianco; più in là, verso sinistra, troviamo poi il detentore in carica del titolo di campione dell’Ippodromo lentinese, Fan Du Mangiamel, che esce ammaccato da qualche scontro recente ma che è intenzionato a dimostrare tutta la propria velocità; a sinistra-sinistra ci sono poi due cavalli mai testati prima, che (in)seguono da molto vicino il campione in carica e che promettono una dura battaglia: al box n 6, LeonVendol e al box n 7, Civic Mariell; infine, all’ultimo blocco, si registra il gran ritorno di una vecchia conoscenza del nostro ippodromo: si tratta di Pas du Fisicar, che già nel 2002 tentò (invano) la grande impresa.

Due dei nostri cronisti sportivi più attenti e appassionati – dicevamo più su – hanno avuto l’occasione di testare, clandestinamente, le prestazioni e gli allenamenti di questi 8 cavalli, con risultati delle volte davvero inaspettati. Partiamo dalla prestazione del superquotato Blacknell, che su un percorso di circa 14 mila metri, dovrebbe riuscire a percorrerne ben 3800 (ma c’è chi dice anche 4000) tutta in un tirata; subito dietro, praticamente appaiati, sono Fan Du Mangiamel, che corre su 3400/3500 metri, e Ipson Real, che trainato dalla sua triplice scuderia, dovrebbe arrivare addirittura a superare i 3500 metri; distaccato, ma in grande rimonta (non escludiamo qualche clamoroso risultato nelle nostre prossime rilevazioni), troviamo LeonVendol, che ha già percorso ben 1500 metri e che punta a raggiungerne in breve tempo i 1800 (sottraendo terreno al campione uscente, Du Mangiamel); sotto i mille metri, purtroppo, tutti gli altri cavalli in corsa: al 5° posto c’è un’energica Civic Mariell, con 400/500 metri di pista; al 6° Pas du Fisicar (su cui, però, i giudizi dei nostri due cronisti sono discordanti); al 7° il trottante Fan du Futur, con 300/400 metri; chiude, in 8° posizione, e dopo una corsa iniziata forse troppo tardi, Ipsom du Cilleplein.

Appare evidente che nessuno degli 8 cavalli in corsa è in grado di coprire la metà più uno del percorso necessaria per vincere senza giro supplementare e, se le cose da qui al 29 maggio resteranno invariate, è ovvio che il Gran Prix lentinese si prolungherà sino al 12 e 13 giugno.

Di seguito, l’ordine d’arrivo, i metri percorsi e i tempi ottenuti dagli 8 (su un percorso di circa 14 mila metri):

  1. Blacknell                             3800 < 4000                27.14″
  2. Ipson Real                          > 3500                             25.00″
  3. Fan Du Mangiamel      3400 < 3500                 24.28″
  4. LeonVendol                      > 1500                             10.71″
  5. Civic Mariell                    400 < 500                       3.57″
  6. Pas du Fisicar                  300 < 400                       2.85″
  7. Fan du Futur                   300 < 400                       2.14″
  8. Ipsom du Cilleplein         300                                     2.00″ 

Parlano di noi/2

InLentini vota, Parlano di noi su 10 maggio 2011 a 20:33

Concedeteci un po’ di amor proprio e di sana pubblicità: il nostro blog è stato citato in due articoli (li trovate qui e qui). Non perderteli!

Perché il Pd lentinese ha fallito la sua missione

InAnalisi, Elezioni Amministrative, Idee, Retroscena su 10 maggio 2011 a 17:08

Era nell’aria da tempo, ok, ma la notizia dell’abbandono dei Giovani Democratici al Pd (17 tesserati con in testa l’ex segretario Antonino Landro) non può che riempierci il cuore di tristezza. Per due motivi fondamentali: il primo, perché vedere dei ragazzi costretti a gettare la spugna, a lasciare il Partito che hanno contributo a fondare a far crescere, è sempre una sconfitta; secondo, perché – dopo la fuoriuscita nei mesi scorsi della minoranza interna guidata da Saverio Bosco – l’addio dei Gd certifica un evidente fallimento del progetto del Partito Democratico lentinese. Che da forza riformista e propulsiva si è progressivamente – negli anni in cui è stata al governo – rinsecchita sempre più, perdendo energie e forze vitali. La vittoria di Alfio Mangiameli, cinque anni fa, sembrava aver avviato un processo assolutamente nuovo, sia nel campo del centrosinistra, sia in quello politico-amministrativo: Mangiameli, infatti, era riuscito a vincere costruendo una coalizione autenticamente riformista, imperniata soprattutto sulla forza elettorale e politica del Pd (che allora era ancora rappresentato dalle liste separate di DS e Margherita) e di qualche lista minore (come, ad esempio, il Partito Socialista o l’Udeur), arrivando anche a rifiutare – al ballottaggio – i voti della sinistra massimalista di Rifondazione Comunista e Pdci. Quella scelta, rivelatasi vincente, aveva permesso al centrosinistra di ritornare al governo dopo 4 anni di centrodestra, e di conquistare la bellezza di 13 consiglieri comunali: da lì, si è poi arrivati alla nascita del Pd, che avrebbe dovuto rappresentare il suggello finale del centrosinistra lentinese. E invece proprio allora, nel giro di un anno, qualcosa si è rotto. Irrimediabilmente. I contrasti di alcuni consiglieri eletti nelle fila della maggioranza con il sindaco e il loro conseguente passaggio all’opposizione (giusto per fare i nomi di Mazzilli, Vasile, Crisci, Mirisola), hanno sicuramente contribuito ad affossare quella che sembrava una prospettiva politica più che rosea. Sia sul versante amministrativo, con il centrosinistra che da quattro anni è minoranza fissa in consiglio comunale, sia su quello politico, con un crollo pressoché inarrestabile dei consensi per il Pd: dal 27 per cento delle elezioni comunali del 2006, infatti, con 3915 voti di lista (risultato questo confermato alle elezioni regionali del 2008), si è passati al 21,5% (con soli 1.803 voti di lista) delle elezioni europee e si è arrivati, ad oggi, a delle previsioni che assegnano alla lista del Pd una forbice di voti che va da un minimo di 1000-1200 voti a un massimo di 1500. Un autentico disastro per un partito che pure, tra mille sbagli ed errori, aveva lanciato – bruciando tutti sul tempo – il primo centrosinistra allargato all’Udc. Che, a nostro avviso, sarebbe potuta essere un’ottima prospettiva di governo, capace di unire moderati e progressisti, se non fosse naufragata a causa di incomprensioni e personalismi vari e diffusi.

E non è un caso che, in prossimità del voto, il Pd lentinese si scopra debole e preoccupato: incapace di attrarre forze nuove, di emozionare il proprio elettorato come una volta, costretto sempre sulla difensiva dal fuoco incrociato degli oppositori, paga soprattutto – a nostro avviso – una saldatura eccessiva tra il partito e l’amministrazione comunale. In sostanza, in questi anni i cittadini lentinesi hanno finito per far coincidere il Pd lentinese – con il suo apparato dirigente e le sue strutture politiche – con il governo targato Mangiameli: il che sarebbe stata un’ottima cosa, se il giudizio della città fosse stato positivo nei confronti di questi cinque anni di governo. Cosa che, lo sappiamo bene, così non è. Ecco perché tutti i contraccolpi che l’amministrazione ha dovuto subire, si sono riflessi sul partito, che non ha avuto la forza necessaria per costruirsi una propria autonomia e una propria immagine. Il Pd è diventato Mangiameli e Mangiameli è diventato il Pd. E ora che pare che l’elettorato voglia lasciarsi alle spalle l’ultima esperienza di governo, il Pd appare destinato ad essere trascinato nel gorgo: con una differenza fondamentale, però. Se Mangiameli (ma forse sarebbe bene dire “i Mangiameli”) ha una grande forza elettorale personale, il Pd non sembra godere della stessa salute: ha sciupato l’occasione delle Primarie, che avrebbero rappresentato un possibile allargamento della base elettorale, e paga quindi il proliferare di amici diventati nemici. La stessa coalizione di centrosinistra si è ridotta esclusivamente a un monocolore democratico, con tutte le insufficienze del caso. E ora, ironia della sorte, gli unici alleati del sindaco Mangiameli sono rimasti i comunisti della Federazione della Sinistra – gli stessi che cinque anni fa furono lasciati fuori dall’alleanza di centrosinistra – mentre è naufragato ogni dialogo con i moderati del Terzo Polo; senza contare il fatto, poi, che a sinistra dello stesso Pd, Sinistra e Libertà e i Movimenti Civici abbiano espresso due candidature a sindaco forti (rispettivamente, del dott. Alfio Grimaldi e della prof.ssa Mariella Cristiano) che rappresenteranno più che un fastidio per Mangiameli. Che, giurano i bene informati, potrebbe anche non accedere al ballottaggio, superato dal candidato dell’Mpa Enzo Reale. In questo quadro vanno lette le dimissioni dei Giovani Democratici, come testimoniato da un passaggio della loro lettera di dimissioni: “la crescita di un gruppo giovane dovrebbe essere la priorità per un partito che davvero guarda ad un futuro imminente di sviluppo. Invece ci siamo sentiti ospiti, ospiti a casa nostra. Ospiti mal visti e mal sopportati. A meno che, ribadiamo, non sposassimo la causa dei grandi del partito”.

La notizia del fallimento del Pd lentinese – in linea, forse, con quello nazionale – non è una buona notizia. Perché Lentini, storica piazza rossa, legata ancora a un’idea di sinistra veterobracciantile, ha un enorme bisogno di una grande idea di centrosinistra autenticamente riformista e moderna: idea che il Pd avrebbe potuto incarnare alla grande. E che, invece, ha condannato al fallimento.

Tutto quello che c’è da sapere sui candidati

InAnalisi, Retroscena su 8 maggio 2011 a 19:50

Dal derby-revival tra Oddo e Mirisola ai quattro assessori di Mangiameli traghettati altrove; dalla candidatura a sorpresa di Nino Strano alle eterne riconferme; dalle quote giovani (Fli rulez) alle quote rose (vittoria per il Movimento Civico): Gioele Scrofani ci racconta tutto ciò che c’è da sapere sui candidati alle prossime elezioni. Buona lettura!

di Gioele Scrofani

Procediamo con ordine nell’elencare curiosità e stranezze delle elezioni amministrative 2011: 311 sono i candidati consigliere di cui solo 51 sono le donne mentre su 22 assessori designati, 7 sono le donne; il candidato più giovane è Dario Risuglia con i suoi 21 anni mentre il suo avversario Cirino Cillepi dall’alto dei suoi 60 anni si conferma il candidato sindaco più anziano. Degli 8 aspiranti sindaco, in 4 (Cristiano, Grimaldi, Reale, Risuglia) sono coloro che si presentano per la prima volta alla corsa per la più alta carica cittadina. Il candidato consigliere più famoso è sicuramente il Sen. Nino Strano, capolista della lista FLI, entrato a pieno titolo tra gli onori della cronaca per aver mangiato una fetta di mortadella durante la seduta del Senato in cui cadde il secondo governo Prodi. Come ogni tornata elettorale, non ci sono state sorprese riguardo il continuo cambio di casacca perpetuato da molti candidati, senza alcuna inibizione nel passare da sinistra a destra o viceversa; tra i 20 consiglieri uscenti solo in 3 (Castiglia, Commendatore, Iaca) hanno deciso di non ricandidarsi. Il premio fedeltà viene assegnato ai consiglieri Cormaci, Barretta, Mangiameli e Greco per essere rimasti nei loro partiti dal 2006 fino al giorno della presentazione delle liste. Scandagliando l’elenco degli ex assessori di Mangiameli, Cirino Cillepi, Angelo Maenza, Alfio Saggio e Renzo Vinci saranno avversari del sindaco uscente, il primo come candidato a sindaco dell’Udc, gli altri come aspiranti consiglieri sostenitori di Nello Neri.

Tra le sfide più seguite vi è quella tra Salvatore Oddo e Guido Mirisola, entrambi candidati dell’Api, che si trovarono candidati nella stessa lista, i LiberalSocialisti, nel 2002: in quella tornata elettorale Mirisola riuscì a strappare il seggio a Oddo per soli 9 voti, concludendo la partita 239 a 230. Entriamo più a fondo nelle 16 liste: il Sel di Lentini è alla sua prima prova elettorale ma si presenta già con figure di spicco del panorama politico lentinese, primo di tutti il giovane Saverio Bosco, consigliere comunale in rottura col Pd in seguito alle primarie negate. Il capolista dell’Udc è il commerciante agrumicolo Alessio Aloisi, lontano dalla scena dai tempi di Raiti come rappresentante del movimento Mani Pulite. Per Sicilia Vera lotta per un seggio lo stesso candidato a sindaco della lista autonomista Rosario Ossino Fisicaro, già candidato sindaco nel 2002 con il Partito Autonomista Siciliano: al tempo ottenne 236 preferenze. Per l’Mpa corrono i consiglieri comunali uscenti Marcello Cormaci e Adelfio Tocco, gli ex consiglieri comunali Angelo Parisi e Ciro Brancato, l’infermiere Pippo Spada e Pippo Corso, primo dei non eletti nella lista Libera per Lentini nella scorsa tornata elettorale. Capolista dei Popolari per Lentini è Umberto Ferriero, consigliere nelle scorse legislature, e mancato consigliere nel 2004 quando non riuscì a essere eletto per un solo voto, favorendo la vittoria di Angelo Di Giorgio; nella lista è presente anche Natale Pisasale, ragazzo alla sua prima esperienza elettorale e fondatore di Lentini 2.0, la comunità su Facebook che si fa promotrice di idee per lo sviluppo del territorio. Alleanza per l’Italia tra i suoi appartenenti può contare sull’appoggio del consigliere provinciale Salvatore Oddo e del consigliere comunale uscente Guido Mirisola. Futuro e Libertà sarà rappresentata dai giovanissimi Nicola Della Volpe, coordinatore di Generazione Futuro, Ramona Ferrara e Salvatore Roccaforte, tutti e tre per la prima volta ai nastri di una competizione elettorale, dal Sen. Nino Strano, e da Pippo Grasso, fino a qualche mese fa considerato candidato sindaco per l’Italia dei Valori. Alfio Bellardita, ex segretario dello SDI, è candidato in Forza del Sud, il partito di Miccichè, insieme al noto cardiologo Tanino Conti, il cui slogan elettorale è tra i più azzeccati di questa campagna (Stavolta dai un voto di CUORE). Rinascita Leontina avrà il diretto appoggio del candidato Nello Neri, capolista, del segretario provinciale de La Destra Pino Pollicino, e dei due ex assessori Alfio Saggio e Renzo Vinci.

Il gruppo del Partito Socialista è quasi interamente passato al movimento Forza Lentini che ha nella sua lista i nomi del consigliere uscente Angelo Celso, di Salvatore Cutrona, dell’ex assessore Angelo Maenza e di Francesco Russo, assessore designato di Nello Neri. Il Pid di Lentini avrà i voti di tutti e quattro i consiglieri uscenti Crisci, Di Giorgio, Portal e Vasile, del penalista Angelo D’Amico, del maresciallo Agostino Guercio, la cui ultima esperienza amministrativa è come assessore nel 2002, e del consigliere comunale di Carlentini Sebastiano Nardo.. Nella lista del Pdl sono presenti Ugo Mazzilli, uno dei consiglieri più votati di sempre, se non il più votato, eletto nel 2006 con 501 voti, Benedetto Fisicaro, che ha chiuso la legislatura come indipendente, Phil Sferrazzo e Rosario Vacanti. Il Movimento Arcobaleno di Mariella Cristiano è la lista più rosa di queste elezioni amministrative: su 19 candidati, 10 sono le donne; la stessa Cristiano è la capolista. Il Pd candida tutti i suoi quattro consiglieri uscenti insieme a Nazareno Nicotra, consigliere del PSI che ha deciso di non seguire i suoi compagni di partito in Forza Lentini. La lista civica collegata alla candidatura di Mangiameli è Con Alfio Sindaco ed è rappresentata dall’assessore comunale Enzo Nicastro, che avendo definitivamente rotto con l’Udc, ha optato per il sostegno al sindaco uscente. Una delle sorprese di queste elezione è la candidatura del presidente del consiglio comunale Turi Di Mari nella lista della Federazione della Sinistra, dopo aver abbandonato il neonato SEL; insieme a lui nella lista si possono leggere i nomi di Francesco Nisi e Ivan Strano.

Elogio dei comitati elettorali. Con gigantografie annesse

InAnalisi, Elezioni Amministrative, Idee su 7 maggio 2011 a 17:24

A Lentini Vota 2011 la notizia del divieto di poter esporre manifesti elettorali e gigantografie dei candidati alle elezioni ha destato non poca sorpresa. Per i più svariati motivi: primo, perché una cosa del genere non era mai successa; secondo, perché può essere l’occasione per ridiscutere le tradizionali modalità di campagna elettorale. A quanto pare, la rimozione forzata dei vari manifesti è stata motivata dalla possibilità di una particolare “pubblicità indiretta”, lesiva della par condicio tra i vari candidati, che andrebbe confinata negli appositi spazi elettorali (che tra l’altro, non so se avete notato, mancano ancora): ora, se pure possiamo essere d’accordo sull’enunciato generale della legge, dobbiamo per forza, sia come persone di buon senso che come amanti della politica, rilevare una certa assurdità di questa normativa; insomma, voi riuscite ad immaginarvi un comitato elettorale senza delle ovvie e scontata gigantografie di nomi e manifesti del candidato in questione? I comitati sono quasi dei luoghi fondamentali, non sono certo delle mere occasioni per farsi della grossolana pubblicità: sono il punto di una interlocuzione possibile tra il candidato e i cittadini; sono il punto di ritrovo di fan e sostenitori (questi sicuramente già abbastanza convinti di per sé); sono un territorio neutro che può essere inondato o dalla gioia esplosiva a seguito di una vittoria o dal pianto, dalla tristezza, dopo una sconfitta elettorale; sono dotati di un fascino intrinseco e particolare, ancora di più delle quotidiane sezioni di partito.

A farla breve, un comitato elettorale, sia pure con un sei per tre a fianco dell’ingresso, non ha mai né fatto male né disturbato nessuno. Perché è discreto e silenzioso. Perché il cittadino è libero di guardarlo e volgersi altrove, dopo. Perché non saranno certo gli striscioni a caratteri cubitali del tipo “Io scelgo Tizio e tu?”, “Caio sindaco di Vattelapesca” o “Con Sempronio per la rinascita di Gotham City”, a rovesciare le sorti elettorali di una competizione, qualunque essa sia. Perché, a farla breve, noi di Lentini Vota siamo rimasti fedeli alla grande lezione di civiltà sociale e giuridica che, oltre due millenni fa, il grande Cicerone ripeteva al figlio Marco, nelle pagine del De Officiis: summus ius, summa inuria; un’applicazione del diritto che non tiene conto del buon senso, finirà solo per ucciderne lo spirito e potrebbe facilmente portare a commettere ingiustizie o addirittura costituire strumento per perpetrare l’ingiustizia.

Anche perché, come questo blog non ha mancato di sottolineare, le vere porcate da evitare in campagna elettorale sarebbero altre, a cominciare dalla diffusione selvaggia di santini elettorali – specie durante festività importanti per la nostra città: si lavori in tal senso, impedendo che le nostre strade vengano sommerse da cumuli di spazzatura e di cartacce. E restituiteci i nostri amati comitati elettorali. Con gigantografie annesse.

Una ricetta (sportiva) per rilanciare Lentini

InAnalisi, Idee, Interventi su 4 maggio 2011 a 15:00

di Vincenzo Cormaci

Cari concittadini e care concittadine, dal mio incipit può sembrare che chi vi sta parlando sia un politicone, ma nessun timore. Si tratta semplicemente di un lentinese che ama Lentini e lo sport, specie se quest’ultimo è  “made in Lentini”! Come sappiamo, ed il mio non vuole essere un attacco di nessuna matrice politica, Lentini versa in uno stato di degrado non solo urbano, ma anche morale. La cittadinanza sembra aver dimenticato il suo spirito di appartenenza territoriale, delusa rammaricata dagli insuccessi che caratterizzano la nostra città. Quale può essere un rimedio efficace per ripartire? Bene, è noto che lo sport abbia nei suoi connotati spirito d’aggregazione: è, lo si sa, il collante per eccellenza. Ha la capacità di raccoglierci tutti davanti ad una partita della nazionale o della nostra squadra del cuore, anche se, fino al quel momento, possibilmente nulla ci accomunava. Ecco, il mio pensiero è quello di fare in modo che lo sport lentinese possa, in qualche modo, accomunarci, renderci orgogliosi della nostra città, della nostra terra e di farci sentire orgogliosi della “lentinesità”che c’è in ognuno di noi. In questi giorni, alla luce delle elezioni amministrative, sono numerose le iniziative e le proposte portate avanti dalla “turbine” di candidati a sindaco, ben 8, che vorrebbero risollevare le sorti del nostro territorio. Bene, quale proposta migliore se “sponsorizzare” in giro il nome di Lentini e dei suoi cittadini usufruendo semplicemente dello sport? Pensateci.

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